Accettare le critiche senza perdere la rotta

· Roberto Sirolo · 3 min di lettura

Il primo giro di commenti su un manoscritto fa male quasi a tutti. Mesi di lavoro, e qualcuno scrive che il secondo capitolo è lento e il protagonista antipatico. Le reazioni istintive sono due, entrambe inutili: difendersi, spiegando perché il lettore non ha capito, oppure crollare e riscrivere tutto seguendo ogni suggerimento. Esiste una terza via, ed è un metodo più che un carattere.

Non rispondere a caldo

La prima lettura dei commenti è emotiva, e va bene così. Ma non è il momento per decidere nulla, né per rispondere. Leggi, ringrazia, chiudi. Torna sui commenti dopo qualche giorno, quando riesci a leggerli come informazioni e non come giudizi su di te.

Mai spiegare al beta reader cosa intendevi: nel libro pubblicato non potrai farlo con nessun lettore.

Il sintomo è quasi sempre vero, la cura quasi mai

Un lettore che dice "qui mi sono annoiato" sta riferendo un'esperienza reale: su quello ha ragione per definizione. Quando aggiunge "dovresti togliere il flashback" sta proponendo una soluzione, e lì può sbagliare, perché non conosce il libro come te.

Separa sempre le due cose:

  • il sintomo: dove il lettore si è perso, annoiato, confuso, o non ha creduto a qualcosa;
  • la cura proposta: cosa suggerisce di cambiare.

Prendi molto sul serio il primo, e considera il secondo solo un'ipotesi fra tante.

Cerca gli schemi, non i singoli pareri

Un commento isolato è un dato; tre lettori che si fermano nello stesso punto sono un problema. Metti i commenti uno accanto all'altro, capitolo per capitolo, e guarda dove si concentrano. È lì che vale la pena lavorare per primo.

Quando i pareri sono opposti ("troppo lento" e "troppo veloce" sullo stesso capitolo), spesso il problema è un altro: il lettore non capisce cosa è in gioco, e ognuno lo esprime a modo suo.

Filtrare con la tua idea di libro

Ogni lettore porta i propri gusti. Chi ama i thriller troverà lento un romanzo intimista, chi legge letteratura troverà piatto un giallo di trama. Prima di intervenire, chiediti: questo commento mi avvicina al libro che voglio scrivere, o a quello che vorrebbe questo lettore?

Per rispondere serve avere chiaro cosa vuoi che il libro faccia: a chi si rivolge, cosa deve far provare. Se non lo sai, ogni critica sembrerà giusta, e il libro diventerà un compromesso fra tutti.

Un ordine per le correzioni

Non si risponde ai commenti in ordine di arrivo. Si parte dai problemi strutturali (trama, motivazioni, ritmo generale), perché risolverli può rendere inutili molti commenti di dettaglio. Frasi e parole vengono per ultime.

Tieni traccia prima di cambiare

Prima di un intervento importante, conserva la versione precedente del capitolo. Non per paura di sbagliare, ma perché a volte la versione riscritta risolve un problema e ne apre un altro, e poter tornare indietro rende più liberi di provare. In NovLore puoi salvare una versione a mano dalla cronologia, e riaprire quella precedente quando vuoi rileggerla.

Domande frequenti

E se una critica mi sembra ingiusta?

Può esserlo. Ma prima di scartarla chiediti quale esperienza di lettura l'ha prodotta: anche un commento formulato male spesso indica un punto in cui qualcosa non ha funzionato.

Quanti lettori servono prima di cambiare qualcosa?

Non c'è un numero, ma un problema segnalato da più persone indipendenti merita quasi sempre un intervento. Un parere isolato su una questione di gusto può restare un parere.

Come faccio a smettere di prenderla sul personale?

Ricordando che il manoscritto non sei tu, e che il commento riguarda una versione del testo, non il suo valore finale. Con il tempo diventa un'abitudine: i commenti smettono di ferire e cominciano a servire.

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