Formattazione della sceneggiatura: cosa serve

· Roberto Sirolo · 3 min di lettura

Una sceneggiatura non si legge come un romanzo: la si scorre per capire cosa succede, dove, con chi, e quanto durerà su schermo. La formattazione standard esiste per rendere questa lettura veloce e uniforme, non per decorare la pagina.

La slugline dice dove e quando, e basta

Ogni scena inizia con una slugline — INT./EST., il luogo, il momento del giorno — che orienta chi legge in tre parole. Non è il posto per una descrizione atmosferica: quella arriva subito dopo, nel blocco di azione. Una slugline che prova a fare entrambe le cose finisce per non fare bene nessuna delle due.

Il blocco di azione descrive solo ciò che si vede o si sente

A differenza della prosa, il blocco di azione in una sceneggiatura non entra nella testa dei personaggi: descrive solo quello che una telecamera potrebbe catturare o un microfono registrare. "Marco pensa che sia una trappola" non è filmabile; "Marco esita sulla soglia, guarda la porta due volte prima di entrare" lo è. È una disciplina che si impara riscrivendo, non evitando di scrivere pensieri interiori del tutto.

I nomi dei personaggi in maiuscolo servono a chi deve girare, non a chi legge per piacere

Il nome del personaggio scritto in maiuscolo sopra ogni battuta di dialogo non è un vezzo tipografico: permette al regista, al direttore di produzione, agli attori di trovare rapidamente le proprie battute e stimare quante ne ha ciascun personaggio in una scena. È uno degli elementi che chi scrive per la prima volta tende a sottovalutare, pensando sia solo un dettaglio estetico.

Meno indicazioni registiche possibili, non di più

Una tentazione comune per chi scrive la prima sceneggiatura è indicare inquadrature, movimenti di macchina, scelte di montaggio. Nella maggior parte dei contesti professionali questo è considerato un errore: quelle decisioni spettano al regista e al direttore della fotografia, e una sceneggiatura piena di indicazioni tecniche comunica inesperienza più che controllo. Il testo deve raccontare la storia, non dirigere il film sulla pagina.

Il formato standard esiste perché la durata si misura in pagine

L'intero sistema di formattazione — margini, interlinea, font monospaziato — è tarato in modo che una pagina corrisponda approssimativamente a un minuto di schermo. È il motivo per cui non conviene "aggiustare" i margini per far stare più testo in una pagina: si altera una stima che produttori e produttrici usano per valutare budget e tempi.

Domande frequenti

Devo usare un software apposito per formattare la sceneggiatura?

Non è obbligatorio scrivere la prima stesura in un software di formattazione automatica, ma prima di condividerla con chiunque nel settore conviene convertirla nel formato standard: è quello che i lettori professionali si aspettano, e una formattazione non conforme rischia di far scartare il testo prima ancora di essere letto per il contenuto.

Le indicazioni di camera sono sempre sbagliate?

Non sempre, ma vanno usate con parsimonia e solo quando sono essenziali alla comprensione della scena, non come abitudine. Alcuni sceneggiatori affermati se le concedono; chi è alle prime armi fa meglio a evitarle quasi del tutto.

La formattazione cambia fra sceneggiatura per film e per serie TV?

Le convenzioni di base — slugline, azione, dialogo — restano le stesse, ma il formato della serie aggiunge elementi come l'intestazione di scena numerata per la produzione, e segue spesso modelli specifici dell'emittente o della piattaforma per cui si scrive.

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NovLore è lo studio di scrittura dove struttura e testo di un'opera lunga — romanzo o sceneggiatura — vivono nello stesso posto.