Il registro e come tenerlo costante

· Roberto Sirolo · 4 min di lettura

Due romanzi possono raccontare la stessa vicenda e sembrare scritti in due lingue diverse, per il registro. Il registro è il livello di lingua e il tono complessivo della narrazione: quanto è formale, quanto è densa la sintassi, quanto è ricercato o quotidiano il lessico. È una scelta che si prende una volta e poi va difesa per tutto il libro, perché un registro che oscilla comunica al lettore un'incertezza dell'autore.

Cos'è il registro, concretamente

Non è la "voce" — quella è l'impronta personale, riconoscibile — ma il livello su cui quella voce si posa. Lo stesso autore può scrivere un thriller in un registro asciutto e teso e un romanzo familiare in un registro caldo e disteso: la voce è sua in entrambi, il registro cambia.

Il registro si sente subito, nelle prime pagine, e il lettore lo usa per calibrare le proprie aspettative. Rompere quella calibrazione a metà libro lo spaesa.

Il registro lo fanno tre cose

Il lessico: parole comuni o rare, concrete o astratte, neutre o connotate. "Se ne andò" e "si dileguò" e "tagliò la corda" dicono la stessa azione in tre registri.

La costruzione della frase: periodi lunghi e subordinati alzano il registro; frasi brevi e coordinate lo abbassano e lo avvicinano al parlato.

Cosa il narratore nota e nomina: un narratore che registra marche di automobili e prezzi ha un registro diverso da uno che registra la qualità della luce e gli stati d'animo. La selezione dei dettagli è registro quanto le parole.

Gli slittamenti che il lettore sente

Gli errori di registro più comuni sono locali: una singola parola fuori tono in un passaggio altrimenti coerente. Un termine clinico ("iperventilava") nel mezzo di una scena lirica. Un modernismo ("ok", "postare") in un romanzo ambientato nell'Ottocento. Un'espressione burocratica ("in merito a") in una voce infantile.

Il lettore non sempre sa dire cosa è successo, ma sente un intoppo. In revisione questi punti si trovano cercando le parole che "suonano diverse" dal resto del paragrafo.

Il registro del narratore non è quello dei personaggi

Nei dialoghi i personaggi parlano ciascuno nel proprio registro: uno forbito, uno sboccato, uno tecnico. Questo è giusto e non intacca il registro del narratore, che resta il suo anche mentre riporta un dialogo volgare.

Il problema nasce quando il registro di un personaggio contagia la narrazione fuori dal dialogo: il narratore comincia a usare le espressioni del protagonista anche quando non sta dando la sua voce. In un discorso indiretto libero è voluto; altrove è una perdita di controllo.

La deriva sulla distanza lunga

Su un romanzo scritto in molti mesi, il registro deriva quasi sempre: i primi capitoli in un tono, gli ultimi in un altro, perché nel frattempo sono cambiate le letture, l'umore, la confidenza con la storia. Spesso la deriva è verso il basso — il registro si fa più sciatto — ma può anche irrigidirsi.

Non si nota scrivendo. Si nota rileggendo il libro di seguito, o mettendo a confronto un capitolo iniziale e uno finale.

Fissare il registro e verificarlo

Conviene scrivere in una nota, all'inizio, come deve suonare il libro: due o tre aggettivi, un paio di frasi campione, un elenco di parole da non usare mai. In NovLore i promemoria del cruscotto tengono questa nota accanto al testo, così a ogni sessione la si rilegge e si riparte sullo stesso tono. Per la verifica finale, la cronologia delle versioni permette di rimettere mano a un paragrafo per il registro e confrontarlo con la versione precedente.

Domande frequenti

Registro e stile sono la stessa cosa?

Sono collegati ma distinti. Lo stile è l'insieme delle tue scelte ricorrenti — è più ampio e più personale. Il registro è il livello di formalità e il tono di una singola opera, e può cambiare da un tuo libro all'altro restando lo stesso stile.

Posso alzare o abbassare il registro dentro il libro?

Sì, se è intenzionale e motivato: una scena solenne può alzarsi, una scena comica abbassarsi. Quello che il lettore non perdona è l'oscillazione casuale, senza rapporto con quello che succede.

Come faccio l'audit del registro a fine stesura?

Leggi tre capitoli non consecutivi — uno all'inizio, uno a metà, uno alla fine — uno dopo l'altro, a voce. Se sembrano scritti da tre persone, il registro è derivato e serve una passata di uniformazione mirata.

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