Perfezionismo e prima stesura
Il perfezionismo sembra una virtù applicata alla scrittura: chi non vorrebbe un testo impeccabile? Ma nella prima stesura è quasi sempre un ostacolo, e spesso è qualcos'altro sotto mentite spoglie. Riconoscerlo e neutralizzarlo per il tempo che serve è una delle competenze che separa chi finisce un libro da chi ne ha cinque a metà.
La prima stesura è fatta per essere brutta
La prima stesura ha un solo compito: portare la storia dall'inizio alla fine, così che tu possa vederla intera e capire cosa funziona. Non deve essere bella. Anzi, una prima stesura scritta bene è spesso una prima stesura scritta piano, perché il tempo speso a levigare le frasi è tempo tolto alla scoperta della struttura.
Molti autori di mestiere lo dicono apertamente: la prima stesura è dove si sbaglia, e va bene così. La qualità arriva dopo, e arriva più facilmente se c'è un testo intero su cui lavorare.
Il perfezionismo è paura travestita da standard
Quando ti blocchi perché "il capitolo non è ancora abbastanza buono", vale la pena chiederti cosa c'è sotto. Spesso non è amore per la qualità: è timore di andare avanti e scoprire che la storia non regge, o timore del giudizio di qualcuno, o la sensazione che finché il testo è "in lavorazione" non può essere criticato. Il perfezionismo dà a queste paure una forma rispettabile.
Riconoscere questo non le fa sparire, ma toglie loro l'alibi.
Il costo di rifinire il capitolo uno quaranta volte
Un sintomo classico: il capitolo uno è levigatissimo, il resto del libro non esiste. Rifinire lo stesso capitolo decine di volte dà l'impressione di lavorare, ma non fa avanzare il libro, e spesso è tempo sprecato: quando avrai finito la stesura, quel capitolo andrà comunque riscritto, perché saprai cose sulla storia che ora non sai.
Il primo capitolo si sistema per ultimo, non per primo.
I segnaposto: darsi il permesso di rimandare
Quando ti accorgi di esserti fermato su un dettaglio — la descrizione di un luogo, il nome di un personaggio secondario, una battuta che non viene — scrivi un segnaposto e vai avanti: "[descrivo la stanza dopo]", "[NOME]", "[qui litigano, sistemo il dialogo in revisione]". Il segnaposto conserva l'intenzione senza chiederti di risolverla adesso, e la storia continua a muoversi.
Alla fine avrai una lista di cose da sistemare, ed è molto meglio di una lista di capitoli non scritti.
Lo standard della prima stesura è "finita"
Cambia il metro di giudizio per questa fase. Non "è buono?" ma "sono arrivato in fondo?". Una prima stesura brutta e completa vale infinitamente di più di mezza prima stesura bellissima: la prima si può revisionare, la seconda no. Datti il permesso esplicito di scrivere male, con la promessa a te stesso che sistemerai tutto dopo.
Il perfezionista serve, ma dopo
Il perfezionismo non è un difetto da eliminare: è uno strumento potente, nel posto giusto. Quel posto è la revisione, dove l'esigenza che ogni frase sia al meglio produce risultati reali. In NovLore la revisione può procedere per livelli e la cronologia delle versioni congela ogni passaggio, così puoi scatenare il perfezionista su un testo finito senza il rischio di rovinare qualcosa: se una versione lima troppo, torni a quella prima. La prima stesura, invece, resta uno spazio dove è lecito sbagliare.
Domande frequenti
Se scrivo male nella prima stesura, non rischio di prendere brutte abitudini?
No. La qualità della prosa si costruisce in revisione e con la pratica su molti testi, non trattenendo ogni frase della prima stesura finché è perfetta. Scrivere veloce e grezzo per poi rivedere con cura è il metodo di moltissimi autori pubblicati.
Come faccio a distinguere il perfezionismo da un problema reale della storia?
Un problema reale ha una forma precisa che sai nominare ("questo personaggio non ha un motivo per restare"). Il perfezionismo è un disagio diffuso, senza un difetto individuabile ("non mi convince", "non è abbastanza"). Se non riesci a dire cosa c'è che non va, spesso è perfezionismo.
Va bene lasciare i segnaposto anche per intere scene?
Sì. "[SCENA: il confronto con il padre — la scrivo quando so come finisce il libro]" è una scelta legittima. Molte scene si scrivono meglio quando conosci il resto della storia, e forzarle nell'ordine cronologico è una fonte comune di blocco.