Quante parole al giorno: obiettivi e routine

· Roberto Sirolo · 3 min di lettura

"Mille parole al giorno" è il consiglio più ripetuto e uno dei meno utili, perché il numero giusto dipende dalla tua vita, non da una regola generale. Quello che conta è scegliere un obiettivo che regga per i mesi che servono a finire un romanzo.

A cosa serve un obiettivo quotidiano

A trasformare "sto scrivendo un romanzo" in una data prevedibile. Se punti a 90.000 parole e ne scrivi 500 nei giorni di scrittura, con cinque giorni di scrittura a settimana, il conto è di circa otto mesi. Senza un obiettivo, quello stesso libro può restare "in corso" per anni.

Ha anche un effetto psicologico: chiuso l'obiettivo del giorno, hai finito. Niente senso di colpa la sera, niente "dovrei scrivere ancora un po'".

Basso e mantenibile, non alto e fragile

L'errore classico è fissare il numero sulle giornate migliori. Poi arriva la settimana storta, salti tre giorni, ti senti in debito e molli.

Fissa invece l'obiettivo su una giornata media-scarsa: quanto riesci a scrivere quando sei stanco, di fretta, poco ispirato. Se in una buona giornata fai il doppio, è un bonus, non la norma attesa. 300 parole tenute per un anno sono un romanzo; 2.000 tenute per due settimane sono un capitolo e un blocco.

Parole o minuti?

Metodo Vantaggio Rischio
Parole ("500 al giorno") misura l'avanzamento reale nei giorni difficili diventa una condanna
Tempo ("30 minuti al giorno") lo rispetti anche quando non "viene" puoi passare mezz'ora a fissare lo schermo
Misto ("30 min o 400 parole, quello che arriva prima") protegge sia i giorni buoni sia quelli storti serve un minimo di onestà con sé stessi

Per la prima stesura il metodo misto è il più robusto: nei giorni in cui scrivi bene chiudi in fretta, in quelli in cui non scrivi niente hai comunque tenuto l'abitudine.

Costruire la routine sul calendario vero

  1. Guarda una settimana tipo e segna gli spazi realistici in cui puoi scrivere: non quelli ideali, quelli veri.
  2. Decidi quanti giorni a settimana, lasciandone almeno uno libero di proposito.
  3. Calcola il traguardo di parole dividendo l'obiettivo totale per i giorni di scrittura di qui alla scadenza che ti dai.
  4. Se il numero che esce è scoraggiante, allunga la scadenza: è più utile un piano lento che rispetti di uno veloce che abbandoni.

I giorni storti

Metti in conto fin dall'inizio che salterai dei giorni: malattia, lavoro, famiglia. La regola che salva la routine è "mai due zeri di fila": dopo un giorno saltato, il giorno dopo scrivi anche solo due frasi, pur di non spezzare la catena. È il salto doppio, non quello singolo, che di solito fa naufragare un manoscritto.

Domande frequenti

Qual è un obiettivo realistico per chi ha un lavoro a tempo pieno?

Molto spesso tra 250 e 500 parole nei giorni di scrittura, quattro o cinque giorni a settimana. Sembra poco: sono comunque 5.000-10.000 parole al mese, cioè un romanzo in un anno o meno.

Devo scrivere tutti i giorni?

No. La scrittura quotidiana aiuta a non "raffreddare" la storia, ma un giorno di riposo pianificato è parte del piano, non una violazione. Quello che logora è il giorno saltato non previsto, vissuto come colpa.

Contano le parole cancellate il giorno dopo?

In prima stesura, sì: l'obiettivo è tenere l'abitudine e far avanzare la storia, non accumulare parole "definitive". Quelle non esistono ancora: è una prima stesura.

Meglio la mattina o la sera?

Quella che riesci a difendere dagli imprevisti. Per molti è la mattina presto, perché più tardi la giornata "mangia" il tempo di scrittura. Ma una routine serale tenuta davvero batte una mattutina solo teorica.

E se non raggiungo mai l'obiettivo?

Vuol dire che è troppo alto: abbassalo finché lo chiudi quasi ogni volta. Un obiettivo che manchi di continuo demoralizza e basta; uno che centri costruisce fiducia e la fiducia tiene in piedi il progetto.

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