Tagliare un romanzo troppo lungo
Molte prime stesure sono lunghe il doppio di quello che dovrebbero. Non è un difetto di chi scrive: in stesura si esplora, si prova, si scrive tre volte la stessa scena per capire come va. Il problema arriva dopo, quando il manoscritto va reso leggibile e ogni pagina sembra indispensabile.
Perché partire dall'alto
La tentazione è cominciare dalle frasi: togliere un aggettivo qui, un avverbio là. È un lavoro lungo che rende poco: su un romanzo di centomila parole si guadagna, a essere bravi, un dieci per cento. Togliere una sottotrama che non serve ne libera molte di più in un colpo solo.
L'ordine giusto è lo stesso della revisione: prima la struttura, poi le scene, per ultime le frasi.
Livello 1: trame e scene
Fai l'elenco delle scene, una riga ciascuna, con quello che cambia. Poi chiediti per ognuna:
- se la tolgo, cosa si perde? Se la risposta è "niente" o "un po' di atmosfera", è una candidata;
- fa lo stesso lavoro di un'altra scena? Due scene che mostrano la stessa tensione fra gli stessi personaggi si possono spesso fondere in una;
- la sottotrama serve al tema o alla trama principale? Se corre parallela senza mai toccarla, pesa senza dare.
Le scene di "preparazione" (il personaggio che si alza, si veste, esce di casa) sono spesso le prime da togliere: il lettore non ne ha bisogno per capire.
Livello 2: personaggi e informazioni
- Personaggi che fanno lo stesso lavoro: due amici del protagonista con la stessa funzione possono diventare uno solo, più ricco.
- Informazioni ripetute: il lettore scopre una cosa, poi un personaggio la racconta a un altro, poi il protagonista ci ripensa. Basta una volta.
- Contesto e ambientazione: le parti di mondo, storia o spiegazione che servono a te per sapere, ma non al lettore per capire.
Livello 3: le frasi
Solo a questo punto si lavora sulla prosa: frasi che dicono due volte la stessa cosa, dialoghi di cortesia, gesti che accompagnano ogni battuta, attacchi di scena troppo lenti. Qui i tagli sono piccoli, ma su un intero libro fanno un testo più veloce.
Tagliare senza soffrire
Il blocco emotivo è spesso più forte di quello tecnico: quella scena ti è costata una settimana, e quella frase ti piace. Due accorgimenti aiutano:
- conserva tutto quello che tagli, in un file o in una versione salvata. Sapere che non è perso rende il taglio molto più facile, e quasi mai si torna a riprenderlo;
- leggi il capitolo senza la scena. Spesso ci si accorge solo così che il capitolo funziona meglio.
Quanto deve essere lungo, alla fine?
Dipende dal genere e dal pubblico, e i riferimenti di mercato sono utili per orientarsi. Ma la domanda vera è un'altra: ogni pagina tiene il lettore dentro la storia? Un libro lungo in cui ogni scena conta regge; un libro breve pieno di vuoti no.
In NovLore
Prima di un taglio importante conviene salvare una versione del capitolo dalla cronologia: il testo completo resta lì, e puoi riaprirlo o riprenderne un passaggio in qualsiasi momento. La struttura del libro, con i capitoli spostabili, aiuta invece a vedere dove due scene si possono fondere.
Domande frequenti
Da dove comincio se tutto sembra importante?
Dall'elenco delle scene con una riga ciascuna. Messo per iscritto, il libro mostra subito le ripetizioni e i tratti in cui non succede nulla, che sulla pagina piena si nascondono.
Tagliare fa perdere la voce?
No, se tagli prima scene e ripetizioni. La voce vive nel modo di raccontare, non nella quantità di parole. Il rischio c'è solo quando si stringe ogni frase in modo meccanico, fino a renderla anonima.
Come faccio a sapere quando ho tagliato abbastanza?
Quando, rileggendo, non trovi più punti in cui hai voglia di saltare. Anche un lettore esterno è utile: chiedigli di segnare dove si è annoiato.