Titolo e quarta di copertina

· Roberto Sirolo · 4 min di lettura

Titolo e quarta di copertina sono le prime parole che un lettore incontra, e spesso le uniche su cui basa la decisione di comprare. Eppure sono anche i testi che gli scrittori tendono a scrivere per primi, quando il libro è ancora un'idea, e a non rivedere più. Vanno invece scritti per ultimi, quando sai davvero che libro hai fatto — non quello che pensavi di fare all'inizio.

Il titolo: memorabile, non descrittivo

Un buon titolo non spiega la trama, resta in testa. "La storia di una donna che cerca il fratello scomparso in Sudamerica" è descrittivo e dimenticabile; i titoli che funzionano sono quasi sempre più corti, più evocativi, più strani — una frase che incuriosisce senza chiarire tutto.

Il titolo comunica anche il genere prima ancora che il lettore legga una riga: certe costruzioni segnalano thriller, altre romanzo letterario, altre fantasy. Un titolo che segnala il genere sbagliato attira i lettori sbagliati, che poi lasciano recensioni deluse non perché il libro sia brutto, ma perché non era quello che il titolo prometteva.

Testare il titolo: pronunciabile, cercabile, non già preso

Tre verifiche pratiche prima di fissare un titolo. Si pronuncia senza esitazioni quando lo dici ad alta voce? Se qualcuno lo sente in un podcast, riesce a cercarlo e trovarlo, o è troppo generico per emergere fra mille risultati? Esiste già un libro molto noto con lo stesso titolo, nello stesso genere? I titoli non si possono proteggere legalmente, ma condividerne uno con un bestseller recente significa competere per l'attenzione in una battaglia già persa.

La quarta di copertina non riassume: vende la promessa

L'errore più comune nella quarta è raccontare troppo: mezzo libro compresso in tre paragrafi, con eventi del secondo atto e a volte accenni al finale. La quarta non è una sinossi — quella serve agli agenti, non ai lettori. La quarta presenta la promessa del libro e si ferma.

La struttura che funziona quasi sempre: una o due frasi che presentano il protagonista e la sua situazione normale, una frase che introduce l'elemento che rompe quella normalità, una frase che alza la posta — cosa rischia di perdere, cosa deve affrontare. Poi si chiude, spesso su una domanda implicita o su una minaccia non risolta. Quello che succede dopo, il lettore lo scopre comprando il libro.

Il tono della quarta deve corrispondere al tono del libro

Una quarta scritta in un registro ironico per un romanzo cupo, o solenne per una commedia, tradisce il lettore due volte: lo attira con una promessa e poi lo delude con un libro diverso. La quarta è un piccolo campione della voce del libro: se il romanzo è teso e asciutto, anche la quarta lo è; se è lirico, la quarta può permettersi un'immagine in più.

Cosa non mettere nella quarta

Fuori dalla quarta: i nomi di troppi personaggi secondari, i dettagli di sottotrame, le spiegazioni di worldbuilding, le date e i luoghi che non servono a incuriosire, e soprattutto qualsiasi cosa succeda dopo circa il primo terzo del libro. Ogni elemento in più diluisce la promessa centrale, e una quarta che il lettore non riesce a seguire in libreria è una quarta che non vende.

Scriverli per ultimi, rivederli dopo l'editing

Titolo e quarta scritti prima della stesura descrivono quasi sempre un libro diverso da quello che hai finito per scrivere. Il momento giusto è dopo l'editing, quando la trama è definitiva, il protagonista è quello vero, il tono è assestato. In NovLore il testo del libro, la sinossi e i materiali di presentazione possono vivere nello stesso posto del manoscritto, così quando rivedi il titolo o la quarta hai davanti il libro reale — non la versione che immaginavi mesi prima.

Domande frequenti

Quanto deve essere lunga una quarta di copertina?

In genere fra 100 e 200 parole per un romanzo. Più corta rischia di non dare abbastanza per decidere; più lunga perde il lettore prima della fine. La lunghezza esatta conta meno della struttura: promessa, rottura, posta in gioco, e uno stop prima del finale.

Posso cambiare il titolo dopo aver iniziato a promuovere il libro?

Si può, ma ha un costo: link, recensioni e menzioni già pubblicate puntano al vecchio titolo. Se hai un dubbio serio sul titolo, è molto meglio risolverlo prima del lancio che dopo. Per questo conviene testarlo — su lettori, non solo su di te — prima di renderlo pubblico.

La quarta deve rivelare il "gancio" principale della storia?

Deve rivelare la premessa — la situazione che mette in moto tutto — ma non la sua risoluzione né i colpi di scena successivi. Il gancio della quarta è la promessa; il piacere di scoprire come quella promessa si sviluppa è quello che il lettore compra.

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