Fasce di età e lessico nei libri per ragazzi

· Roberto Sirolo · 4 min di lettura

Scrivere per ragazzi impone un vincolo che la narrativa per adulti non ha: il lettore ha un'età, e quell'età porta con sé un vocabolario, una soglia di attenzione, un'esperienza di lettura. Le fasce di età dell'editoria — primi lettori, 6-8 anni, 9-12 (il middle grade), young adult — sono un modo per nominare quel lettore. Non sono gabbie, ma ignorarle del tutto significa scrivere un libro che non trova posto sugli scaffali.

Le fasce, e perché sono approssimative

Le fasce indicano un'età di lettura, non un'età anagrafica. Un bambino di otto anni che legge molto sta dentro la fascia 9-12 senza problemi; un dodicenne che legge poco fatica con lo stesso libro. Gli editori lo sanno, e le fasce restano comunque utili perché descrivono un lettore mediano: quante pagine regge, quanta complessità sintattica segue, quali esperienze ha già incontrato nei libri.

La cosa pratica da tenere a mente è la direzione: si scrive per il lettore che si ha in testa, poi si verifica che quel lettore corrisponda a una fascia riconoscibile. Non il contrario.

Il lessico: non "parole facili", ma parole guadagnate

L'errore più comune è pensare che scrivere per ragazzi significhi usare solo parole che il lettore già conosce. Un buon libro per ragazzi introduce parole nuove — è uno dei motivi per cui si legge da bambini — ma lo fa in contesti che le rendono comprensibili senza glossa.

"Il cane era emaciato" da solo lascia il lettore fuori. "Il cane era emaciato: si vedevano le costole sotto il pelo" gli dà la parola e il suo significato nello stesso respiro. La parola difficile non si evita: si accompagna.

La lunghezza della frase e la subordinazione

Più della singola parola, è la struttura della frase a determinare la difficoltà. Le fasce basse reggono frasi brevi, coordinate, con un'azione per volta. Le subordinate incassate — "il ragazzo che aveva visto il cane che correva verso la casa dove viveva la donna" — perdono il lettore giovane a metà.

Salendo di fascia, la frase si allunga e la subordinazione aumenta. Nel young adult la sintassi è già quella della narrativa adulta. Ma anche nelle fasce basse la varietà conta: tutte frasi cortissime uguali diventano monotone. Si alterna, tenendo la frase lunga per i momenti calmi e quella corta per l'azione.

Concretezza contro astrazione

I lettori giovani seguono il concreto e si perdono nell'astratto. "Provava un senso di ingiustizia" è astratto; "Non era giusto, e nessuno faceva niente" è concreto e dice la stessa cosa. Le emozioni si mostrano attraverso gesti, oggetti, azioni, non attraverso i loro nomi.

Questo non impoverisce il testo: lo rende più vivido, e vale anche per la narrativa adulta. Nelle fasce per ragazzi è solo meno negoziabile.

Il narratore non deve parlare come un bambino

Adattare il lessico al lettore non significa far parlare il narratore come un bambino. Un narratore che usa "un sacco di" e "super" a ogni riga suona finto, e i ragazzi lo percepiscono come condiscendenza. Il narratore può avere un lessico ricco e una voce adulta: è la costruzione della frase e la scelta del dettaglio ad adattarsi alla fascia, non il tono.

I dialoghi sono un'altra cosa: lì i personaggi giovani parlano come parlano i ragazzi, ma è caratterizzazione, non registro del narratore.

Tenere una nota sul registro mentre scrivi

Quando si scrive un libro lungo per una fascia precisa, è facile che il registro scivoli: i primi capitoli calibrati sul lettore giusto, gli ultimi scritti come verrebbe, più densi. Tenere una nota esplicita — "fascia 9-12, frasi brevi nell'azione, parole nuove sempre spiegate dal contesto" — aiuta a non derivare. Nel cruscotto di NovLore la scheda dei promemoria tiene questa nota accanto al testo, così la si rilegge a ogni sessione invece di ricostruirla a memoria.

Domande frequenti

Come faccio a sapere in che fascia rientra il mio libro?

Guarda il protagonista e il lettore. Di norma il lettore ha uno o due anni meno del protagonista: un protagonista di dodici anni indica un middle grade (9-12), uno di sedici un young adult. Poi verifica lunghezza (un middle grade sta di solito sotto le 55.000 parole) e temi.

Posso usare parole difficili in un libro per bambini?

Sì, ed è auspicabile. Il vincolo non è evitarle, ma introdurle in un contesto che le renda chiare. Una parola nuova ogni pagina, spiegata dalla frase in cui vive, è esattamente quello che un giovane lettore cerca senza saperlo.

Se il mio libro sta a metà tra due fasce?

Succede spesso, e in genere conviene decidere verso quale spingere in revisione: allungare le frasi e alzare i temi per il young adult, o accorciare e concretizzare per il middle grade. Un libro che resta esattamente a metà è difficile da collocare per un editore.

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